Sede SRC
Da luogo di reclusione a culla dell’arte: la nostra sede
C’è un luogo a Cittanova dove i muri raccontano una storia di riscatto, dove le sbarre non imprigionano più corpi, ma si dissolvono di fronte alla potenza della creatività. La Scuola di Recitazione della Calabria sorge nel cuore dell’ex carcere cittadino, una struttura storica risalente al 1904, operativa fino alla fine degli anni ’80. Oggi, quegli stessi spazi si sono trasformati in una cittadella dell’arte, simbolo di rinascita culturale e sociale per la Calabria e per l’intero Mezzogiorno.
È grazie alla lungimiranza dell’Amministrazione Comunale di Cittanova che questo luogo ha trovato nuova vita. Oggi la Scuola si sviluppa su una superficie maestosa di oltre 3.000 metri quadri, che accoglie e ispira ogni giorno decine di giovani talenti provenienti da tutta Italia.
Le celle sono diventate aule, le barriere si sono dissolte e hanno lasciato spazio
all’immaginazione, al linguaggio del corpo, alla voce e all’espressione. Oggi, nella nostra sede batte il cuore pulsante della formazione artistica, con:
– Tre sale di recitazione spaziose e attrezzate, in cui affinare tecnica, presenza scenica ed
emozione
– Una sala di danza dove corpo e movimento diventano strumenti narrativi
– Una sala di doppiaggio professionale, dove dare voce ai personaggi e imparare il mestiere con
le tecnologie più avanzate
– Sale lettura per la concentrazione e lo studio, immerse in un’atmosfera intima e stimolante
– Un teatro da 100 posti, autentico gioiello all’interno della struttura, dove il lavoro prende vita davanti a un vero pubblico
– Una mensa e una sala relax, per vivere ogni giornata con equilibrio e condivisione
– Spogliatoi e tutti i comfort necessari per affrontare ogni attività con energia e benessere.
A rendere questo luogo ancora più straordinario sono gli spazi esterni, che conservano intatta l’anima storica del sito: un cortile in pietra dell’Ottocento, ampio e suggestivo, perfetto per allestimenti scenici ed esercitazioni all’aperto. E poi c’è la terrazza panoramica, angolo magico sospeso tra cielo e terra, che da un lato si affaccia sul Parco Nazionale dell’Aspromonte, e dall’altro regala una vista spettacolare sul Mar Tirreno. Ogni angolo della Scuola racconta una trasformazione: da luogo di reclusione a spazio di liberazione artistica. Non più prigionia, ma creatività. Non più isolamento, ma comunità. Una Scuola che è anche simbolo, che è anche messaggio: l’arte può davvero abbattere le mura più antiche e costruire ponti verso un futuro di espressione, crescita e rinascita.
